Articoli marcati con tag ‘notte’

Le tre del mattino che non fanno rumore

venerdì, 13 agosto 2010 by

Allora forse un bacio  assomiglia ad un sorso d’anima? Sarebbe meglio a volte non essere che gente semplice dai semplici pensieri,con gli schemi da seguire e niente da cercare.

Paesaggio. Città deserta,fogli di giornale sfogliati dal vento sul marciapiede,luci arancioni di lampioni da lunghe gambe d’acciaio.Persiane chiuse che di tanto in tanto cigolano.Le tre del mattino che non fanno rumore.Una donna che piange.Un bambino che sogna. Uno scrittore che si accende una sigaretta mentre pensa ad un sinonimo.I movimenti di due amanti in un letto a due piazze. La mia macchina spenta sul ciglio della strada, io dentro con gli occhi da gatta a scrutare fuori dal vetro. Perchè non sento i respiri? Apro un po’ il finestrino per sentire l’odore che c’è,se c’è. Un gatto passeggia e si nasconde in una siepe. Voglio scendere e camminare,non avere paura del buio o dell’uomo. Eppure il mio corpo rimane inchiodato al sedile. Oltre quel vetro c’è l’ispirazione e io me ne resto ferma a perdermi tutto. Mi vengono in mente  “Calma”  e “Meccanismi”. Meccanismi e calma, io che vado lenta e sono sempre veloce.Dormo di giorno e la notte ci penso. Autolesionismo puro,non voler scendere da questa ruota,nonostante mi colpisca,mi ferisca,mi ribalti, mi confonda,mi illuda, io mi fido quando non c’è da fidarsi di niente,nemmeno del suolo che calpesti perchè potrebbe cedere al prossimo passo ma tu lo ignori e non lo sai, forse cadrai e la mente si farà lieve ma non vorrai smettere. A chi aspetta, un’ora assomiglia a sette. Me lo dice sempre mia madre,quando sono irrequieta. E lei invece non si turba per niente. Allora mi bacia la fronte e mi dice “Pazienza”.       Se sarà tardi,non lo sarà  mai troppo.

Paesaggio.Un letto sfatto e lui sdraiato. Una schiena di donna appare tra quelle lenzuola,con le linee perfette che confondono gli occhi. Di tenero c’è solo una leggera soddisfazione. Distanti quanto basta da non accorgersi della reciproca presenza,poi lei sposta il lenzuolo e si siede. Nel buio non vede ma allunga una mano e raccoglie il vestito. Lo indossa da ladra e si lega i capelli.  Accende la luce, si mette le scarpe, la borsa è sul divano, vi cerca le chiavi, apre la porta ed esce di scena. “Coglione”. E ride.

Paesaggio. Il mare banale di notte, due giovani stesi su un telo e schiocco di baci in silenzio.  – Sapevi che sono un po’ strano?- – Lo sospettavo- – E non hai detto niente? – – Cosa l’avrei detto a fare?-  – Guarda,di giorno è tutta un’altra cosa- – Guarda, tu per me sei sempre uguale- – Non è che poi ti annoi? – – Non ti conoscerò mai abbastanza- – Che donna di mondo- – Che uomo banale – – Che ragazza isterica- – Non ci siamo ancora presentati- – Non è questo il momento di farlo?- – Domani….magari. Ora zitto e lasciami pensare-

“Ma chi ha dato un morso alla luna,stasera?”

martedì, 3 agosto 2010 by

Rimase solo nel parcheggio ed entrò in macchina. Bloccò gli sportelli e solo allora uscì dall’apnea in cui era piombato appena tre minuti prima. Erano tutti intorno a lui,a quella festa, lo fermavano ad ogni passo e le domande erano le stesse. ” E ora cosa farai?” era quella che odiava di più e che regnava su tutte. “Cosa vuoi che ne sappia” pensava stizzito  mentre dalle sue labbra usciva un vago ” Ancora non so”. La donna della sua vita era salpata all’alba con quel bel marinaio dagli occhi celesti e lui era rimasto immobile, come un idiota, senza neanche la forza di urlarle contro ” Al diavolo tu e il tuo marinaretto!!”. Tutti quegli occhi che lo fissavano gli davano la nausea,ma le gambe non riuscivano a muoversi e lo lasciavano inchiodato in quel luogo pieno di persone avide di impossessarsi dei suoi progetti per farne chiacchiere da salotto. Giulia se n’era andata così,senza lasciargli neanche una scusa. Forse neanche più questo gli importava. Andò di sopra in bagno per tentare di sfuggire a quella folla e una volta entrato,si guardò nello specchio. Non era un ragazzo ma neanche un uomo. Guardò attentamente una ruga d’espressione e immaginò che fosse dovuta a qualche sofferenza del suo cuore,una manifestazione esteriore degli anni che aveva passato a cercare qualcosa che forse  non avrebbe trovato mai,se non si fosse accontentato di quello che c’era in questo mondo. A volte semplicemente idealizziamo troppo qualunque cosa,dal sentimento alla cosa più stupida. “Sono bello ma poco apprezzato”,concluse uscendo dalla stanza e passandosi una mano tra i capelli scese le scale. Poi,afferrando distrattamente la sciarpa, la giacca e il cappello, tagliò la corda.

Respirò profondamente per due minuti ancora prima di mettere in moto,perchè non ne aveva il coraggio. Accese la radio e rimase in ascolto ; uno speaker annunciava un disco dei suoi preferiti, November Rain dei Guns’n’Roses, in piena estate. Su quelle prima note, accese il motore e uscì dal parcheggio. Per strada non c’era nessuno e onestamente non sapeva dove andare ma decise di prendere la strada verso Sud. Aveva bevuto qualche bicchiere di vino in compagnia a cena e si sentiva leggermente intontito. Quella sera c’era la luna calante ad illuminare il mare lasciando una deliziosa scia sulla sua superficie. In quel preciso istante si sentì ridicolo perchè nella sua mente si formò un pensiero ed a voce alta esclamò ” Ma chi ha dato un morso alla luna,stasera?” . Rise di se stesso e di un pensiero tanto assurdo ma in realtà avrebbe volentieri dato un morso all’altra metà.

La notte porta scompiglio.

martedì, 25 maggio 2010 by

Se la notte  ci lasciasse dormire ed elaborare i nostri pensieri in uno stato di incoscienza  farebbe meno male. Un dottore per il cuore che non sia un banale cardiologo,non esiste. Un appassionato di puzzle neanche saprebbe mettere a posto i pezzi. Perché per una porta che si chiude se ne aprono altre cento,ma siamo ancora con lo sguardo rivolto verso l’Uscita. Non capiremo mai se la scelta fu giusta o sbagliata,semplicemente continueremo a camminare.

Se la notte ci tenesse compagnia invece di lasciarci soli con noi stessi,potrebbe spiegarci persino qualcosa. Eppure quella voce assordante, che si ripropone sempre uguale, la sentiamo comunque ogni notte. E ci lasciamo andare a frasi mai dette, a pensieri mai conclusi , a sguardi ormai persi. Sono troppo giovane per avere nostalgia? Di un sentimento così come di una parte vissuta?  Certo è che mi sento profondamente  strana. Ogni scelta è una strada senza uscita, ogni decisione ci porta inevitabilmente a chiederci “ E se…” e non potremo mai cambiare quella sensazione di malessere e frustrazione del Non Sapere come sarebbe andata. Però possiamo accettarla e considerare che fa parte del percorso che ci siamo  scelti, guardando sempre Oltre.

Il  silenzio cade insieme alla notte e l’aria è più densa.  Questo blu notte ci avvolge e non abbiamo via di scampo,solo stenderci su un soffice letto e abbandonarci  alla stanchezza di una lunga giornata. La notte invidia il giorno, perché non si ferma mai. Lei invece è ferma, immersa in sé stessa  e ferocemente lenta. Sii dolceamara . Solo per me,solo per stanotte.