Articoli marcati con tag ‘cuore’

La notte porta scompiglio.

martedì, 25 maggio 2010 by

Se la notte  ci lasciasse dormire ed elaborare i nostri pensieri in uno stato di incoscienza  farebbe meno male. Un dottore per il cuore che non sia un banale cardiologo,non esiste. Un appassionato di puzzle neanche saprebbe mettere a posto i pezzi. Perché per una porta che si chiude se ne aprono altre cento,ma siamo ancora con lo sguardo rivolto verso l’Uscita. Non capiremo mai se la scelta fu giusta o sbagliata,semplicemente continueremo a camminare.

Se la notte ci tenesse compagnia invece di lasciarci soli con noi stessi,potrebbe spiegarci persino qualcosa. Eppure quella voce assordante, che si ripropone sempre uguale, la sentiamo comunque ogni notte. E ci lasciamo andare a frasi mai dette, a pensieri mai conclusi , a sguardi ormai persi. Sono troppo giovane per avere nostalgia? Di un sentimento così come di una parte vissuta?  Certo è che mi sento profondamente  strana. Ogni scelta è una strada senza uscita, ogni decisione ci porta inevitabilmente a chiederci “ E se…” e non potremo mai cambiare quella sensazione di malessere e frustrazione del Non Sapere come sarebbe andata. Però possiamo accettarla e considerare che fa parte del percorso che ci siamo  scelti, guardando sempre Oltre.

Il  silenzio cade insieme alla notte e l’aria è più densa.  Questo blu notte ci avvolge e non abbiamo via di scampo,solo stenderci su un soffice letto e abbandonarci  alla stanchezza di una lunga giornata. La notte invidia il giorno, perché non si ferma mai. Lei invece è ferma, immersa in sé stessa  e ferocemente lenta. Sii dolceamara . Solo per me,solo per stanotte.

LO SPAZIO DELLE EMOZIONI

sabato, 30 gennaio 2010 by

I  SOGNI FINISCONO…MA QUALCHE VOLTA SI AVVERANO.

Scrivo questa breve storia per tutte quelle persone che come me credono ancora nei sogni, che sanno ancora emozionarsi davanti alle cose autentiche, che sanno apprezzare quei piccoli gesti , quegli  sguardi e quelle parole capaci di riempirti il cuore..che come me rimangono colpiti dalla spontaneità e dalla semplicità della gente, prerogative ormai di pochi..a cui basta trascorrere anche solo una mezz’ora in silenzio al fianco della persona amata per essere felici. Ma la scrivo pensando anche a chi mi ha fatto soffrire rimproverandomi spesso di essere una bambina un po’ingenua, che a 28 anni vive ancora nel mondo delle favole e che si sente tagliata fuori da una società in cui vige l’opportunismo e la falsità.

Se tre anni fa mi avessero raccontato di rapporti nati in chat forse con la solita diffidenza che spesso mi caratterizza, avrei detto scettica “non ci credo”, “è impossibile”, “non penso potrebbe capitarmi”! Ed invece è accaduto proprio a me, quando una fredda sera dell’aprile 2007, stanca ed un po’ annoiata dopo aver superato un esame davvero “interminabile” per l’abilitazione alla professione, cercavo di rilassarmi al Pc. Casualmente quella sera su una chat due vite molto diverse si sono incrociate. Due persone fisicamente molto lontane ma lontane soprattutto per idee, abitudini, interessi ed esperienze. Diciamo che nella vita reale difficilmente due persone cosi avrebbero modo di incontrarsi e condividere un qualcosa!Da subito ho percepito qualcosa di strano che non è facile da descrivere a parole…sensazioni particolari nei confronti di questo ragazzo che raramente mi era capitato di provare prima di allora per altri. Una forte curiosità. Interesse? Attrazione? Insomma una sorta di magnetismo che giorno dopo giorno andava crescendo nei suoi confronti!La voglia di conoscere tutto su di lui, sulla sua vita, il suo passato, il suo mondo, il desiderio di sentirlo vicino, di abbracciarlo, il primo pensiero quando mi svegliavo e l’ultimo quando andavo a dormire. Tutte queste sensazioni apparentemente positive spesso però si alternavano a momenti in cui provavo timore poiché alcuni aspetti di lui mi lasciavano perplessa! A volte spariva per giorni ed era impossibile rintracciarlo, a volte invece ci sentivamo spessissimo anche tramite webcam. Lunghe chiacchierate, confidenze, scambi di opinioni, risate, battute, ma anche discussioni accese.Ormai era entrato a far parte delle mie giornate e quando capitava di non sentirlo per un po’,mi mancava in maniera indescrivibile! Una delle cose che ho apprezzato da subito in lui è stata la capacità di farmi sentire a mio agio, era come se mi conoscesse da una vita e non mi sentissi mai giudicata da lui, mi comprendeva ed accettava sempre, in tutte quelle che sono le mie contraddizioni! Avevo la netta sensazione che avesse capito di me molte cose e che probabilmente sapeva come comportarsi nei miei riguardi, insomma sapeva prendermi come in pochi nella vita reale avevano saputo fare!Lo sentivo vicino, sincero ed interessato alla mia “anima”! Non mi era mai capitato di avere una complicità ed un’intesa cosi forte con una persona. E alla fine dopo 4 mesi..il colpo di testa!! Incontrarlo anche se distante 400 km da me!Un gesto forte per quanto mi riguarda; chi mi conosce bene sa che in genere difficilmente rischio e mi lascio andare. L’incontro: attimi che non dimenticherò mai, tanta paura perché in fondo mi ripetevo: “ E se mi fossi sbagliata”?? In fondo non so chi avrò di fronte e se avesse recitato fino ad ora?? E’ pur sempre un estraneo!” Ma no, per il mio cuore non lo era..non poteva esserlo! Non lo so neanche io come ho fatto a trovare il coraggio!Certo è che il desiderio di guardarlo finalmente dritto negli occhi e perdermi in quell’azzurro cosi intenso che neanche il mare d’estate sa regalarti, era troppo forte per rinunciare…un’emozione indescrivibile..irripetibile…ricordo quelle scene come se fossero fotografie impresse nella mia mente! La sua voce, i suoi sguardi, i suoi movimenti e quei piccoli particolari che probabilmente non dimenticherò mai!Abbiamo passato poco tempo insieme ma sono stata davvero bene con lui. Com’è continuata e quale sia stato il finale credo non importi… come tutti i sogni ad un certo punto si aprono gli occhi e finiscono. Io questo sogno, visto che lo sto scrivendo, mi piace farlo finire qua e custodirlo gelosamente nel mio cuore. Grazie ancora per le emozioni che sei riuscito a regalarmi..!

LICIA81

P.S. Un ringraziamento particolare a Luca che mi ha dato fiducia  proponendomi di scrivere per questo fantastico sito, pur non conoscendomi e al mio amico Gianluca che mi ha aiutato nella parte operativa..!

Teddy

domenica, 20 dicembre 2009 by
Teddy, l'orso di peluche

Teddy, l'orso di peluche

Teddy è l’orsacchiotto di peluche appoggiato sopra il ripiano dei giochi nella camera di Mila. E’ stato appena scartato dal pacco regalo sotto l’albero e dopo un bel po’ di buio è stato accolto dalla luce e dal calore. Subito accudito prontamente da Mila, divenuta inseparabilmente amica di fantasie e giochi in questi giorni di Natale, tra il caminetto acceso, i tappeti rossi e le luci appese dal babbo dentro e fuori casa.

Teddy trova la casa calda e pensa che non è male. Come non è male Mila che lo guarda sempre con quegli occhioni grandi scuri e ridenti. E sì, poi ride. Ride tanto Mila. E i suoi abbracci sono forti. E caldi. Tutto sommato non è male la sua vita di peluche.

Si ricorda dei discorsi che faceva con gli altri suoi compari in fabbrica, erano tutti lì impacchettati l’uno accanto a l’altro, odoravano di buono e si era tutti eccitati nell’immaginare cosa sarebbe accaduto dopo.

Il dopo per un orsacchiotto di peluche è un concetto non troppo elaborato, non troppo spesso o filosofico come noi umani sovente riusciamo a pensare, ma tant’è che un briciolo di pensiero, di tocco, in quegli orsacchiotti della famosa fabbrica di giocattoli c’era. E nei pensieri, coltivati tra dicerie e previsioni, c’era il “dopo”.

Non stupitevi più di tanto. Un peluche come qualsiasi altra cosa creata dall’uomo ha effettivamente un’anima. L’uomo non se ne accorge mai, mai abbastanza, ma tutto ciò che fa o tocca è destinata a lasciare un segno, ogni cosa che produce ha parte della sua vita insita. E quindi, è come se soffiasse o cedesse parte della sua linfa vitale all’oggetto che ha creato. Teddy, come gli altri suoi simili (e simili è il concetto più adeguato, visto la sua perfetta somiglianza con gli altri orsacchiotti dell’azienda), aveva dentro di sé quel tocco dato da uno sconosciuto creatore creativo, parte di codesto padre era ora in lui. Teddy è peluche arancio e ocra brillante, occhi di plastica neri grandi abbastanza da coprire un terzo del volto, orecchie tonde perfette e piccole, nasetto di spugna verniciata all’insù, sorriso cucito buono e tenero e un panciotto a bottoni grandi verdoni, di stoffa e velluto verde scuro. E sempre con le braccia aperte.

Mila non perde mai un attimo, corre da una parte all’altra della stanza, raduna le bambole e la tavola piccola del the, e poi al solito si prende Teddy con sé e non perde tempo a presentarlo alla sua maniera alle sue amiche di plastica. Teddy è un po’ timido, per fortuna non sa arrossire, ma comunque è imbarazzato. Le bamboline già lo conoscono e non perdono tempo a ridere un po’ per la situazione, Teddy è grosso per loro e per quel tavolino, è davvero ingombrante, non è proprio il principe azzurro che avrebbero voluto arrivasse con una bella lucente automobilina.

Ma a Teddy non importava. Teddy voleva solo stare con Mila. Ormai da quel Natale è passato un  bel po’ di tempo e Mila e lui sono diventati inseparabili. Mila cresce e non tarda a notare o vedere alcune cose e poi si fa un sacco di domande su tutto, sui suoi genitori, sulla tv. Domande che chiede a caterva a Teddy, soprattutto di notte, sotto le coperte, quando lo abbraccia forte. Quante domande, Mila. Ma Teddy vorrebbe davvero risponderti, solo che può darti solo un abbraccio. Pare che basti, Mila si riposa e dorme profondamente dopo cinque minuti. Nella stanza tutto si fa buio, cade il silenzio come una coperta in più, sente il respiro di Mila regolare e candido. Forse questa pace si chiama vivere. Il pensiero profondo gli fa rimanere gli occhi di plastica aperti, come sempre.

Mila cresce e si fa grande. Adesso legge i libri e i fumetti. Mette tutto in ordine e ha anche un po’ da studiare, visto la mole di compiti. Nel mettere tutto a suo posto cerca di dare una collocazione ai suoi giochi, alcuni molto vecchi ormai. E poi non avrebbe spazio per i libri. Teddy nota che Mila in fondo è cambiata. Non dorme più con lei e ora lo adagia su uno scaffale insieme alle bambole di plastica ormai vecchie e scolorite dal passare degli anni e insieme agli altri suoi compari, l’anatra di peluche, la scimmia marinaio, il clown sgargiante e tutti gli altri vecchi e nuovi incontrati in quella stanza in questi anni.

Mila è cambiata. Teddy non ha trovato mai le parole per dirglielo. Non ha parole in realtà, solo spirito. E quello spirito ha qualcosa, la sua anima preme dentro il suo cuore di stoffa, lo travolge abbastanza nonostante tutto questo tempo, impetuosamente forse una piccola parola potrebbe sgorgare dalle sue labbra decorative. Teddy si sforza, dallo scaffale, ma non riesce a dire. Mila è volta di spalle, intenta a fare altro, ma lui non riesce a chiamarla. E a dirgli che. Che dopo tutto questo tempo, dopo essere stato a lei vicina, dopo averla ascoltata e stretta, lui la ama.

Ma niente. Fermo. Immobile. Nessuna parola.

I suoi compari lo guardano e glielo dicono. Lo spirito parla per loro e agisce su onde diverse dalle nostre, chiaramente. Una sorta di telepatia che noi sordi umani materiali non possiamo percepire.

“Teddy, non fare così. Lo sai che non puoi. Non è concesso…”

“Teddy, hai il cuore di stoffa più caldo che ci sia, ma lei è una umana…”

“Teddy, lei è cresciuta ormai e noi siamo già fortunati se tutti quanti invecchieremo insieme tra di noi…”

“Teddy, non ci pensare. Hai fatto quello che dovevi fare. Lei è stata amata.”

“Teddy, sei un giocattolo vecchio ormai. E’ normale che ci sia un altro ora…”

Teddy non vorrebbe ascoltarli.

Se potesse, piangerebbe. “Ti amo, Mila.” è davvero l’unico pensiero.

Mila è quasi una donna ormai e vive ancora dai suoi, sta finendo gli studi. Ha pensato bene di invitare il suo ragazzo a casa per Natale, un’occasione buona per presentarlo meglio a mamma e papà. Anche se è un po’ emozionata.

Ha addobbato lei il salotto quest’anno. Il presepe e l’albero, ci ha dedicato passione e tempo. Ha sempre amato il Natale, fin da quando era piccola. Fin da quando suo padre le regalò… quell’orsacchiotto di peluche…

Mila torna nella sua stanza e si guarda attorno. E’ sera e il suo ragazzo sta per arrivare. Lo ama davvero, ma ha paura a dirlo. Ritrova il suo vecchio confidente di anni fa, il vecchio Teddy è ancora seduto lì su quello scaffale in alto. Lo guarda, ha un occhio di plastica che gli penzola giù. Mila sorride e lo accarezza, come se volesse ricatturare un Natale di secoli fa.

“Come stai?” le dice.

Teddy vorrebbe dirglielo. Ma gli basta solo quel tocco.

Solo quelle dita. Dopo tanti anni.

La notte scende. Il salotto ha un tavolo imbandito mentre gli ospiti prendono posto. La tv e il telegiornale annunciano le ultime notizie, chiudono parlando di una nota fabbrica di giocattoli che sta per chiudere. Mila e il suo ragazzo si guardano tra le luci di alcune candele, sua madre ha il tempo di lanciare una battuta e farlo entrare in famiglia.

Dal presepe, senza essere visto, un angelo si stacca dalla grotta. Giusto in tempo per trovare il vecchio Teddy.

Tutto accade a Natale.

“Teddy, ciao vecchio mio”

“Ciao angelo… e buon Natale!”

“Buon Natale anche a te…”

“Come mai da queste parti, dovresti stare in tutt’altra situazione…”

“Oh, diciamo che qualcuno mi ha mandato da te e che era il caso di farti un regalo questo Natale…”

“Angelo mio, sono vecchio e stanco e ho amato abbastanza, tanto. A chi vuoi che importi questo?”

“A qualcuno importa sempre. E sa del tuo cuore di stoffa pieno di peluche bianco, Teddy. E sono passati abbastanza anni, anche per te. E Mila hai visto com’è cresciuta…”

“Si… Ho visto…”

“E’ diventata una donna brillante, generosa, attenta, sensibile. Molto sensibile, vecchio Teddy. Non certo una bambola di plastica.”

“Lo so, lo so…”

“E questo grazie anche a te.” L’angelo risplende. E accarezza Teddy.

Teddy per la prima volta piange. Le sue lacrime sono asciugate un po’ dalle ali del messaggero.

Il vecchio orsacchiotto chiude gli occhi, ora.

E per sempre.

L’angelo sfiora il suo cuore di stoffa e ci soffia su. Tutto il peluche bianco esce fuori portato via dal soffio, si perde via dalla finestra, in un vortice di vento, fino a raggiungere il cielo blu.

E tutto l’amore di Teddy diventa soffice neve bianca e pura per il Natale più bello di Mila. La casa è coperta di bianco come una stella appena nata.

Mila guarda fuori la finestra.

Rimane incantata come una bambina. E’ tutto così puro.