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Sussurrare

domenica, 1 agosto 2010 by

Aveva appena finito di parlare che chiuse per un attimo gli occhi e rimase in attesa di una sua risposta.

Quel giorno avevano camminato lungo un sentiero di campagna con un sole tiepido che riscaldava appena l’aria. Un vento leggero muoveva di tanto in tanto i rami degli alberi tutt’intorno,come a volerli svegliare da un lungo torpore. Lei aveva i piedi stanchi e le mani calde,un cappello di paglia sul capo e capelli biondo cenere che le incorniciavano un visetto vispo,ancora troppo ingenuo ma amabile. Lui era un po’ più avanti,guardava fisso per terra scalciando di tanto in tanto i sassolini che si trovava sulla sua strada. La sua fisionomia aveva qualcosa di inconcepibile, niente che si avvicinasse alla perfezione e tantomeno alla magnificenza. Quegli occhi scuri e profondi,in compenso,gli davano un’aria tenera e allo stesso tempo malinconica.  I suoi passi erano decisi ma aspettavano qualcosa.

Lei lo guardava fisso e non parlava. Immaginò tutto d’un tratto cosa sarebbe successo se solo  avesse avuto il coraggio di posargli una mano sul braccio,di fermarlo.Timidamente e involontariamente,quasi come riflesso a quel pensiero, lei stese la mano. Lui si voltò e rimase fermo come se lei con quel tocco l’avesse incantato. L’aria si fece più lieve e il sole era proprio lì,dietro le sue spalle. Mandò giù in un attimo un pensiero e lo perse mentre alzava lo sguardo verso di lei, tanto si confuse. Si guardarono negli occhi, lui le cinse la vita con un braccio,l’avvicinò e le diede un bacio sulla fronte. Lei sussultò di colpo e  si lasciò andare a quel momento. Fecero l’amore lì,nel campo, sotto un albero di noce e tra gli odori contrastanti di quel pomeriggio. Poi rimasero sdraiati così a terra,forse per ore,con le mani che di tanto in tanto ancora si appoggiavano e un senso di pace che nessuno dei due sperava di poter trovare. Così lei pensò che forse era quello il momento buono per rovinare tutto con delle parole e  come aveva avuto il coraggio di sfiorarlo, si avvicinò al suo orecchio. Esitò e nell’istante in cui lui si tese per ascoltare quelle parole, lei gli sussurrò una frase che nulla aveva a che vedere con sonetti d’amore o sdolcinate poesie. Gli  disse “ Parlami di te”.