Nessuno è perfetto per chiunque
venerdì, 21 maggio 2010 by Silvia….ma forse per qualcuno, sì.
“La verità è che non gli piaci abbastanza”. Se già il titolo non fosse stato abbastanza illuminante e appropriato per certi momenti della mia vita, il film, visto qualche tempo fa, mi ha fatto riflettere, e sorridere.
Al culmine di una serie – in successione – di storie fallimentari, di quelle che col tempo diventano materiale – sopravvalutato – per scuole di saggezza e spassionata ironia, mi trovo a ripensare al prologo del film e ad apprezzare la ragione che viene proposta per il dilemma dell’incomunicabilità tra uomo e donna. La guerra dei sessi inizia ai tempi dell’asilo. E scopro di aver intrapreso la strada della dietrologia femminile grazie al parere delle donne adulte della mia vita. Perchè, come succede alla piccola protagonista dell’intro, anche a me da bambina, e ancora oggi, è capitato di sentire giustificare esperienze spiacevoli e consolare nei fallimenti sentimentali con frasi come: “Ti ha trattato male perchè è pazzo di te” o “Non è che non ti ama, è che sei troppo meravigliosa e lui non si sente all’altezza”, o ancora “Il tuo amore è così grande che lui ha paura”. Momento di silenzio attonito e inaspettata presa di coscienza…. Ma paura di che!?!? Ancora oggi, nell’epilogo di una storia scrivo su suggerimento parole simili. Ma questa volta le depenno prontamente per scriverci La verità è che non gli piaccio abbastanza.
Perchè una volta potevo giustificare le favole che sentivo raccontare alla luce dell’affettuoso intento di volermi tirare su, incoraggiare, aiutarmi a non perdere fiducia in me stessa, ma ora che ho trent’anni non so apprezzare la bonaria illogicità di una spiegazione tanto machiavellica. Non sono il tipo da mitizzare film e personaggi, ma questa volta mi ritrovo meglio in una possibile spiegazione che mi viene dal cinema. E comunque, mi trovo bene nella verità. La verità è semplice, evidente, fastidiosamente banale. Fastidiosa per chi deve digerirla, ma sicuramente migliore dell’inventarsi scuse senza imparare niente dall’esperienza propria e altrui. La verità, quando mi confronto con un uomo, in genere ha ben poco dei labirintici percorsi del ragionamento femminile. Niente strade tortuose, niente numeri da unire, solo un segmento diritto che va da A a B. Per il mio vissuto, senza voler assolutizzare nemmeno a livello strettamente personale, mi trovo a dire che con gli uomini, almeno in amore, trovare la spiegazione può essere più semplice di come talvolta complichiamo le cose.
So che le favole fanno meno male, appaiono preferibili alla realtà perchè la realtà, in genere, ammette meno sfumature, ma per quanto sia giusto sperare, illudersi prendendo spunto da argomentazioni quasi fantastiche è altra cosa, meno sensata, credo.
Come trovo insensata, ora, la dietrologia sentimentale femminile. Simili lezioni, le cosiddette esperienze, a cui ho preso parte senza aver letto le possibili controindicazioni – dovevano essere scritte in piccolo, come al solito – rendono un po’ più saggi e meno “naif”. E se qualche tempo fa pensavo che la saggezza avesse a che fare con l’invecchiare dentro e diventare distaccati, prevenuti, penso che, nonostante tutto, voglio continuare a fare le mie scelte, per come sono, nonostante i possibili rischi del caso. Anche se a volte, a essere se stessi, si può rischiare di non piacere abbastanza. La mia saggezza è così. Prima facevo le mie scelte convinta che potesse andare bene e poco persuasa dall’idea dell’errore, ora posso provare a immaginare pro e contro eppure scelgo di seguire le mie sensazioni. E la saggezza, al di là delle connotazioni negative che le davo, per me è questa: altro che prudenza, a volte significa essere più sconsiderati, come quando si compie una scelta pur avendo coscienza di poter intascare una sconfitta. Perché non c’è nulla che sia scritto, e magari va bene. Si spera.
E se non piaccio abbastanza, morale del discorso e del film, inutile inventarsi soluzioni sulla base di teorie non confortate dall’esperienza. Tanto vale affrontare la realtà, provare delle emozioni su quel che è invece di cullarsi su un’illusione, e continuare per la propria strada, vivere le proprie scelte. Magari si rischia di stupirsi, in senso buono.
Una battuta di un film suonava più o meno “Nessuno è perfetto, ma magari si è perfetti per qualcuno”. Semplice e sottovalutato, come la verità, e altrettanto importante.

25 maggio 2010 alle 20:35
Amen.
E' l'unica cosa che mi viene da scrivere sotto uno scritto come questo,all'apparenza banale ma profondamente reale.
Ciao!:)