La notte è una città fatta di luci

domenica, 29 maggio 2011 by

….Di quelle notti che è quasi estate, che anche se non ci sono i lampioni a raccontarti la strada basta il cielo.

Mentre ci allontaniamo dal bar, qualcuno dice che “la parte migliore di un viaggio è il viaggio”. Il modo di pensare la vita applicato al tragitto che ci porta a una festa. Non ho dubbi, penso. Di notte, poi, quelle notti che è quasi estate, che anche se non ci sono i lampioni a raccontarti l’asfalto basta il cielo. E i finestrini abbassati perchè l’aria della strada, come le parole, come gli sguardi senza bisogno di parole, sono parte importante del viaggio. Me ne rendo conto quando ci penso qualche tempo dopo, e non è solo memoria, ma storia scritta con tutti i sensi.
Da piccola, mio padre mi diceva che i lampioni gialli indicano le strade principali, come le autostrade. Non mi sono mai chiesta se fosse vero, quando guardo le luci di notte penso che sia semplicemente così, che dove ci sono lampioni gialli parte qualche tragitto importante, di quelli che vedono vite scorrere addosso come se il viaggio fosse un movimento costante.
E mi fermo a guardare un gruppo di luci lontane da noi. Le città di notte sembrano tutte un miraggio, per me che non so distinguere un paese dall’altro. Chissà se ci vedono da laggiù. La curva morbida della montagna solo un po’ più blu del cielo. La solita luce rossa pulsante in cima a un’altura. Piccoli gruppi di case con la loro illuminazione discreta, fanno un figurone a vederle da qui, sembra di guardare il paesello più accogliente che si possa raggiungere. Di giorno, da lontano, sembra tutto più fermo, distante, meno colorato, la notte ha qualcosa di morbido che riesce a sfumare gli aspetti troppo concreti del giorno. C’è bisogno di uno spazio per respirare, per riconoscersi, per raccontarsi. E la notte ha i suoi tempi generosi abbastanza da poter indugiare su un panorama che sembra nuovo da un nuovo punto di vista. Uno di quei panorami che quando viaggio di notte sono una confortante compagnia, come un’onda che mi segue oltre i finestrini. E la musica random alla radio, in attesa della canzone giusta per raccontarmi il tragitto, per ricordarmi le sensazione, i pensieri di un momento. So che la musica che magari lì per lì sembra solo un sottofondo, un giorno potrebbe stupirmi ricordandomi non solo un viaggio, ma come mi sentivo, cosa provavo, accanto a chi erano i miei pensieri, a chi sono in questi giorni.
Respiro e cerco di trovare le parole per raccontare il viaggio, la notte, la musica, gli amici. Magari sarebbe più semplice leggermelo negli occhi, nei respiri. Certe sensazioni sono talmente piene, vicine alla propria natura che il desiderio di condivisione reciproca è appagato semplicemente dalla possibilità di esserci.
“Che paese è quel gruppo di luci laggiù?”
“Sono le fabbriche della Val di Sangro.”
Sono al lavoro a qualche kilometro da noi. Storie di persone che forse non conosco, di giorno mi sembrerebbero molto più estranee. Luci leggere in lontananza, un gruppo di amici a un passo da me, la musica come sottofondo. La notte è una città fatta di luci, e sembra appartenere a chiunque la può raccontare.

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