Faraway (so close): INTRO

martedì, 17 febbraio 2009 by

PinkBigPen - art by lucadifrancescantonio.it for the lawyer

PinkBigPen - art by lucadifrancescantonio.it for the lawyer

Diciamoci la verità: non ho mai particolarmente amato Lanciano, sin dal principio.

Intendiamoci, non è un brutto posto in cui crescere, se sei un bambino o poco più: hai la scuola al massimo a dieci minuti da casa, gli amici del palazzo con cui giochi nel cortile, la possibilità di uscire in centro e scambiare senza preavviso due chiacchiere con qualcuno che conosci (perché in fondo ci si conosce tutti), poco traffico, qualche sprazzo di verde qua e là, zero stress.

Al di là di questo però il mio back-ground frentano è da far rabbrividire: non ho mai parlato una sola parola di dialetto; delle feste di settembre non mi è mai interessato nulla (anzi, ho sempre detestato i fuochi che non mi facevano dormire); sorvolerei poi sulla Squilla, visto che sono stato in piazza una sola volta e i regali li ho sempre aperti il giorno della vigilia.

Insomma, nulla di tutto ciò che definisce il perfetto lancianese mi è mai appartenuto veramente. In effetti i compagni di scuola mi vedevano un po’ come un alieno o, peggio, un infiltrato, una spia nemica. Insomma, ci siamo capiti.

Tutto questo dipende in parte dal fatto che la mia famiglia non è lancianese (ma io sono assolutamente nato a Lanciano, pronto a esibire la carta d’identità a chi me lo chieda!), in parte, credo, dal fatto che ho sempre visto Lanciano come una “prigione”, pur quieta e piacevole, per le mie ambizioni. download obsessed dvd

Lo ammetto, e ormai avreste dovuto capirlo da soli, volevo andar via appena possibile. A 18 anni, ancora un po’ timidino e insicuro, mi sono allontanato, anche se non di molto…La mia città è ora (e da un po’) Roma (ho in realtà provato anche Milano, ma non l’ho amata granché e sono corso via dopo un breve periodo).

Ciò non toglie che parte della mia famiglia sia ancora lì, come pure gli amici più cari (quella manciata che conosci da piccolo e ti porti dietro per la vita intera). Così ogni tanto torno e ogni tanto fuggo ancora, il prima possibile. Un paio di giorni, il tempo di iniziare ad avvertire un forte senso di claustrofobia e una noia dirompente che mi assalgono tutte assieme.

Roma è quindi il posto che chiamo “casa” e Roma sarà quindi il mio privilegiato osservatorio su Lanciano. Non vedo quale altro contributo potrei dare a una webzine su Lanciano fatta da lancianesi se non questo: gettare un ponte al di fuori degli angusti confini frentani e tentare di capire, alla luce di ciò che è il mondo al di fuori di essi, cosa non va e potrebbe essere migliorato al loro interno.

Un Commento a “Faraway (so close): INTRO”

  1. diofrocio Scrive:

    er cazzo dl disegno ficcatelo ar culo