Come una canzone in MacDougal Street

martedì, 28 giugno 2011 by

….C’è della musica per raccontarsi un po’, sulla strada.

C’è una promessa  accanto a cui dormo questa notte, non ne conosco le coordinate
le parole accoglienti sono di ieri o per domani
e per questo a volte mi nascondo da quanto è stato
e quando trovo il coraggio cancello le tracce, per quanto siano il solo abbraccio che conosco da un po’
e per lo stesso motivo metto da parte la fiducia nei verbi al futuro
sembrano la vuota rassicurazione di una madre a un bambino che ha occhi ancora troppo grandi
per difendersi dalla realtà.
C’è una promessa senza una data che viaggia sul sedile passeggero
occasionale compagna di questo silenzioso vagare
trascinando speranze fino all’alba per non vederle tramontare
o per non vederle rinascere al mattino, tenero e sorridente specchio di una sconfitta
C’è un semaforo che lampeggia sulla mia corsia
e con la testa piegata per guardarlo mi brilla negli occhi la luce verde accanto
e macchine che si allontanano sul loro rettilineo
inseguo curve, non c’è un dove certo ma solo il come
quando la strada diventa un posto accogliente e la distanza un modo di esserci
C’è un bicchiere familiare, quasi vuoto tra le mani
lascia tracce a forma di bacio sulle labbra
e il sapore come un ricordo, a bocca chiusa
guardo anelli di fumo prendere il volo, ci scrivo dentro una storia
la mia voce sommessa simile a uno sguardo furtivo diventa racconto su un pezzo di carta
musica scritta negli spazi fermi tra le corde
Cantami la mia storia, è la storia di quegli avventori della vita
che scelgono di continuare a proteggere nascosto in fondo allo stomaco,
nelle pause di una canzone da MacDougal Street
il loro impolverato, dignitoso credere.

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