Il Blog di ‘Il Canto del Bue’

Strage di Nassiriya, assolto il colonnello Di Pauli

mercoledì, 26 maggio 2010 by

Comunicato: NASSIRYA – E’ stato assolto “perchè il fatto non costituisce reato” il colonnello dei carabinieri, Georg Di Pauli, accusato di non aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie alla difesa del quartier generale dell’Arma a Nassiriya in Iraq colpito dall’attentato a novembre 2003 in cui persero la vita 19 italiani. Il pm del tribunale militare aveva chiesto 2 anni di reclusione. “Si e’ voluta una sentenza di pacificazione sociale, ma non e’ quello che noi cerchiamo. Andremo fino in fondo perchè venga accertata e ristabilita la verità” ha detto, dopo la sentenza, l’avvocato, Francesca Conte, che assiste gran parte dei familiari delle vittime.

(comunicato copiato ed incollato dalle notizie di vari giornali e siti nazionali del 25.05.2010)

Si dai schiaffeggiatemi, frustatemi, massacratemi, umiliatemi, rimpicciolitemi, .. annientatemi………Viva l’Italia!

Un muggito dal Bue

Pel ‘mbett!!!

martedì, 12 maggio 2009 by

E’ inutile negarlo, siamo tutti collusi.
Ognuno di noi, pur di avere una qualche facilitazione è sceso a patti col “potere” ed ha accettato un po’ di subirlo mettendo da parte i principi che dovrebbero essere invece alla base di una convivenza civile.
I principi? C’è bisogno che li elenchi?

Merito
Onestà
Fierezza
Fratellanza
Altruismo
Impegno
Umiltà

Che si tratti di un compromesso col politico di turno per avere una qualche raccomandazione ……..
con l’amministratore del condominio per essere agevolato in qualche scelta condominiale …..
con l‘allenatore della squadra di calcio di mio figlio per evitare che stia sempre in panchina semplicemente perché al momento è il meno bravo e non può aspettare, come invece sarebbe giusto, il suo momento ……
con l’amico infermiere perché così quando ne avrò bisogno (e tutti prima o poi ne hanno bisogno) mi può risparmiare lunghe attese nella prenotazione di una visita medica ……….
col capo ufficio così a fine anno magari, nella distribuzione del misero premio di produttività avrà un occhio di riguardo o magari ad aprile mi regalerà i biglietti della Fiera dell’agricoltura di cui peraltro non mi frega un’emerita pippa. …
Continuo?

… col titolare dell’impresa edile della porta accanto così magari prende mio figlio neo laureato in architettura per fargli fare un pochino di gavetta (tipo 5 -10 anni) facendogli fare lo schiavo fra le scartoffie dell’ufficio per 8/10 ore al giorno per 500 euro al mese quando va bene senza poter neanche mettere il suo nome sui progetti
…. Col capoturno così magari non mi mette nel reparto fonderia dove cazzo ragazzi si crepa davvero e perdi un chilo ogni turno per quanto ti disidrati
Mi fermo qui ma potrei davvero farvi altre decine di esempi

Il sistema si basa su queste cose! L’abbiamo creato noi, i nostri padri ce l’hanno insegnato, da tangentopoli in poi tutto si è inquinato a dismisura, anche all’interno delle famiglie, fra parenti scattano questi meccanismi. Ognuno ha cercato di trovare nella propria posizione il proprio punto forte cioè il punto su cui poteva “ricattare” gli altri in modo da essere forte ed avere anche lui qualche carta da giocarsi.
Così l’infermiere in cambio della visita medica senza attese può chiedere all’amministratore del suo condominio di rifornirsi, per quel tale lavoro, dal fratello che ha una piccola ditta di manutenzioni;
L’allenatore chiederà a me che dirigo l’ufficio dove lavora suo cugino di avere un occhio di riguardo perché attraversa un periodo familiare difficile. In cambio di questo, ma senza che io glielo chieda, darà più spazio a mio figlio nella squadra di calcio del paese.
Mia moglie, capoturno nella azienda in cui lavora ha tanta pena al cuore per il nostro giovane figlio architetto e chiederà all’amministratore della Edilizia Antietica S.p.A., la cui moglie Wendy è sua amica di palestra,  di prenderlo perché ha bisogno di lavorare dopo tanti sacrifici all’università e non vuole andare all’estero dove pochi altri amici temerari hanno trovato facilmente impiego.  Ovviamente in cambio sarà disponibile per eventuali favori o raccomandazioni all’interno dell’azienda dove gode della stima del capo verso il quale da molti anni si mostra disponibilissima, fa turni snervanti e, avendo la reperibilità notturna, deve andare in azienda ogniqualvolta si blocca la linea nel bel mezzo della notte perché l’operaio di turno (quello nuovo, assunto a tempo) non ha ancora capito niente di questo meccanismo (ma diamogli un po’ di tempo) perché è li per amore di una ragazza del luogo conosciuta durante l’università… l’amore è ancora cieco .. a volte

Io non ho letto Gomorra né ho visto il film ma temo che, con le dovute proporzioni, sia descritto uno scenario simile

Io sono il primo ad essermi comportato così … lo ammetto non sono diverso
Ma da oggi voglio che le cose cambino. Da oggi vorrei prendermi le mie responsabilità. So che sarà difficilissimo e che questo mi porterà a rinunciare a tante cose e forse anche a tanti amici ma devo provarci e devo riuscirci.   e come me dovrebbero farlo tutti. La coerenza è difficilissima ma le cose difficili sono quelle che danno più soddisfazione. I nostri figli non dovranno più vedere il cattivo esempio all’interno delle proprie famiglie.


.. ma da solo non  posso farcela, ho bisogno dell’aiuto di tutti

L’essere collusi col sistema ci ha portati a non avere più il minimo interesse per il prossimo, ad essere individualisti sapendo che ognuno deve pensare in tutti i modi (soprattutto nei modi meno etici che sono a volte più facili) a curare il proprio orticello. Non ci sono più i rapporti umani, la sana ironia, la voglia di interagire senza per questo pensare di dover competere, anche solo verbalmente, ogni volta che ci si rapporta ad un altro.

Se c’è un’espressione che mi è sempre piaciuta del nostro dialetto è “Pel ‘mbett” (Traduzione “pelo in petto”) si dice per spronare un uomo a comportarsi come tale, con fierezza e senza paure (nei maschietti la crescita dei peli avviene nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta).  Per incoraggiarlo a mettere da parte l’indecisione a volte comoda che è tipica dell’adolescente, per spronarlo a prendersi le proprie responsabilità.

Responsabilità… leggevo da qualche parte che negli anni ’60 una persona di 25 anni aveva già tre figli, un lavoro, una casa; pensava già da adulto nel senso che si assumeva le proprie responsabilità, sposava certi principi etici e li metteva in pratica e soprattutto non gli passava nemmeno per l’anticamera del cervello di depilarsi.
Oggi a 40 anni ancora buona parte sono single, non si interessano alla società e pensano che la crisi di valori forse c’è ma non sta a loro risolverla, …. loro tanto che possono fare, mica dipende da loro. Loro devono depilarsi.

Prima di dare la colpa di tutto ai politici che ci rappresentano pensiamo che siamo stati noi a votarli e che loro non esprimono altro che quello che siamo noi.
Ragazzi dobbiamo resettare la macchina e ripartire, ognuno nel suo piccolo microcosmo deve prendersi le sue responsabilità prima che sia troppo tardi

So che posso sembrare poco cool oggi che anche i maschietti amano depilarsi ma comunque …
…. PEL ‘MBETT!!!